Martano, in breve
Martano (Μαρτὰνα, traslitterato Martàna in grico, Martanu in dialetto salentino) è un comune italiano di 8 355 abitanti della provincia di Lecce in Puglia. Situato nel Salento centro-orientale, è il comune più popoloso della Grecìa Salentina, area ellenofona in cui si parla, in particolare fino al secolo scorso, un'antica lingua di origine greca: il grico. È sede del distretto socio sanitario 4, comprendente vari comuni della provincia leccese (Martano, Vernole, Calimera, Melendugno, Caprarica, Carpignano Salentino, Castrì, Martignano, Sternatia, Zollino), e un importante polo scolastico del circondario.
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Le origini di Martano risalirebbero alla preistoria come ipotizzabile dalla presenza di monumenti megalitici quali la Specchia dei Mori (in grico secla tu demonìu) e il Menhir del Teofilo, che rappresenta il menhir più alto della regione. Questi monumenti sarebbero stati luoghi di culto delle popolazioni Japigee. Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, la cittadina fu abitata da coloni provenienti dall'Oriente e dal 476 cadde sotto il dominio dei greci subendo un processo di grecizzazione durato oltre cinque secoli. L'influenza greca e quindi bizantina influenzò radicalmente gli usi, i costumi e la lingua locale (grico). La cultura greca persiste ed è rinvenibile ancora oggi nelle tradizioni e nel folclore.
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La chiesa matrice, dedicata alla Madonna Assunta, fu ricostruita nel 1596 così come si evince dall'epigrafe posta sul portale. Edificata da maestranze neretine con la pietra leccese delle locali cave, sostituisce l'antico edificio di rito greco. Presenta un elegante prospetto barocco scandito da alte lesene e terminante con un timpano triangolare spezzato. Il primo ordine ospita il portale d'accesso inquadrato da colonne finemente scolpite, sostenute da due leoni stilofori provenienti dall'antica chiesa, e sormontato da una nicchia in cui è posizionata la statua dell'Assunta recuperata dall'antico altare maggiore.
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Nel 1960 Cecilia Mangini nel cortometraggio Stendalì - Suonano ancora documentò, con testi di Pier Paolo Pasolini, una delle ultime testimonianze dei canti funebri intonati in grico dalle prèfiche della Grecìa salentina. Biblioteca Civica "Paolo Stomeo". Ospita circa 7 000 libri; Biblioteca del Centro regionale servizi educativi e culturali; Biblioteca del Monastero di Santa Maria della Consolazione "Padre Placido Caputo". La fondazione della biblioteca di Santa Maria della Consolazione risale al Seicento all'epoca della costruzione del convento da parte degli Alcantarini. Nella è rimasto dell'originaria raccolta libraria; l'attuale biblioteca venne ricostruita dai monaci cistercensi che si stabilirono nel monastero nel 1926.
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Biblioteca Civica "Paolo Stomeo". Ospita circa 7 000 libri; Biblioteca del Centro regionale servizi educativi e culturali; Biblioteca del Monastero di Santa Maria della Consolazione "Padre Placido Caputo". La fondazione della biblioteca di Santa Maria della Consolazione risale al Seicento all'epoca della costruzione del convento da parte degli Alcantarini. Nella è rimasto dell'originaria raccolta libraria; l'attuale biblioteca venne ricostruita dai monaci cistercensi che si stabilirono nel monastero nel 1926. Nonostante la sua "giovane" età, ospita rare e pregiate opere che vanno dal '200 fino ai nostri giorni frutto di donazioni e lasciti di studiosi e nobili locali come il barone Comi che donò la sua antica e ricca biblioteca.
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Il territorio del comune di Martano, che si estende su una superficie di 21,84 km², è posto nella regione della Grecìa Salentina. La Grecìa Salentina, orograficamente, è costituita da un modesto altipiano con un piccolo avvallamento centrale. Il comune di Martano si trova sopra i depositi calcarei del Miocene costituenti la pietra leccese. Il territorio risulta compreso tra i 62 e i 102 metri sul livello del mare con un'escursione altimetrica complessiva pari a 40 m. L'alta permeabilità dei terreni, che assorbono la maggior parte delle precipitazioni piovose, ha determinato l'assenza di corsi d'acqua superficiali. Le acque vanno ad alimentare così la profonda falda acquifera che si colloca a oltre 80 m dalla superficie.
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